Con l’arrivo del nuovo anno si comincia a fare i conti con i dati più recenti in merito all’inflazione. Non si tratta di informazioni di poca rilevanza, bensì delle variazioni medie registrate durante l’anno 2022 in merito all’andamento dell’inflazione, che ha raggiunto un livello davvero elevato, toccando la quota dell’8,1%.

Va detto che una percentuale così alta era stata registrata l’ultima volta soltanto nel 1985.

L’aumento del livello di inflazione, dunque, continua a preoccupare famiglie e pensionati. È proprio per quest’ultima categoria che arriva, insieme ai recenti dati pubblicati dall’Istat sull’inflazione, un’amara sorpresa: l’assegno della pensione subisce una perdita dell’1% per colpa dei tassi di inflazione.

Attenzione però: è importante dare un’occhiata ai dati legati ai prezzi di consumo dello scorso anno e dei primi mesi del 2023 per capire quali saranno le prossime mosse del Governo Meloni sulle pensioni.

Pensioni più basse dell’1%: ecco perché

Le rilevazioni legate all’andamento dell’inflazione per il mese di dicembre, pubblicate pochi giorni fa da parte dell’Istat, rappresentano quindi un elemento di fondamentale importanza.

Tali statistiche, infatti, mettono in rilievo l’aumento medio dei prezzi di consumo che devono affrontare le famiglie italiane. È per questo motivo che il Governo tiene conto di tali dati, al fine di rivalutare con cadenza annuale una serie di prestazioni, come appunto le pensioni.

Tuttavia, sul tema pensioni arriva una brutta sorpresa per i pensionati italiani che nei mesi precedenti avevano potuto gioire grazie ad un piccolo aumento della pensione: a causa dell’inflazione le pensioni saranno più basse dell’1%.

Per comprendere perché si parla di pensioni più basse è necessario fare un passo indietro, quando durante la seconda metà del mese di novembre era stato approvato e pubblicato un decreto ministeriale che andava a fissare il nuovo tasso di rivalutazione delle pensioni.

Si trattava di una novità che andava a determinare un adeguamento delle pensioni al tasso di rivalutazione fissato al 7,3%.

Le pensioni potevano essere più alte nel 2023

La notizia di un aumento della pensione era stata accolta con grande gioia dai pensionati, i quali tuttavia ora si ritrovano a dover fare i conti con due nuove situazioni emerse soltanto dopo il decreto ministeriale, che hanno portato alla luce il fatto che le pensioni in realtà saranno più basse dell’1%.

Stiamo facendo riferimento da un lato alle nuove regole legate al taglio dell’adeguamento ai nuovi tassi di rivalutazione per quei trattamenti previdenziali con un importo superiore al limite di 2.100 euro lordi al mese.

Dall’altro lato, la più recente novità si riferisce proprio alla pubblicazione dei nuovi dati legati all’andamento annuale e al nuovo livello di inflazione, resi noti da parte dell’Istituto di statistica.

Emerge così chiaramente una butta sorpresa: se a metà novembre il tasso di rivalutazione che ha determinato un aumento della pensione era di 7,3%, i dati più recenti ora hanno sottolineato un nuovo aumento dell’inflazione, che raggiunge la quota dell’8,1%.

Si apre così una vera e propria forbice legata ad un divario dell’0,8% che sarebbe dovuto essere recuperato con le pensioni a partire dal primo gennaio di questo anno.

Va anche detto però, che come facilmente intuibile si tratterebbe di una riduzione dell’assegno previdenziale non di grande entità. Basti pensare che, prendendo come riferimento un pensionato che percepisce un trattamento previdenziale pari a circa 1.500 euro lordi al mese, la quota di pensione mancante sarebbe pari a 12 euro al mese. Dunque, meno di 160 euro l’anno.

Nuovi aiuti sulle pensioni dal Governo

Sulla problematica relativa alle pensioni che rischiano di essere più basse rispetto all’attuale indice di inflazione è già a lavoro il Governo Meloni.

L’esecutivo, infatti, sta valutando con attenzione i dati relativi all’andamento dell’inflazione emersi durante le ultime settimane del 2022.

Occorre anche sottolineare che al momento la legge ha già previsto che, qualora dovessero emergere delle differenze tra le previsioni e le variazioni effettive legate all’indice di inflazione, gli importi mancanti sull’assegno della pensione potrebbero essere recuperati a partire dall’anno successivo. Dunque, dal mese di gennaio del 2024.

Con la speranza che l’andamento dell’inflazione per i prossimi mesi non sia preoccupante come per lo scorso anno, la direzione dell’esecutivo di Giorgia Meloni è comunque quella di monitorare i dati e valutare, qualora dovesse essere necessario, una nuova serie di interventi anche in favore dei pensionati.

Tra i diversi aiuti che potrebbero essere messi in atto dal Governo Meloni per le pensioni, ci sarebbe sicuramente una sorta di recupero anticipato legato all’eccesso di inflazione avvenuto nel 2022.

Bisognerà quindi attendere i prossimi mesi e la pubblicazione di dati più recenti da parte dell’Istituto di statistica per capire come intenderà muoversi l’esecutivo in merito al problema delle pensioni più basse dell’1% rispetto all’effettivo livello di inflazione.

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